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Notizia del 02 Luglio 2009 alle 00:20
(cat. Provincia di Gorizia)
Autore: Redazione

Liberato Anacleto II il gufo reale ferito dai bracconieri

Liberazione di Anacleto II, gufo reale ferito dai bracconieri

Il Gufo reale, chiamato affettuosamente Anacleto II, sarà liberato alle 19.30 di domani, 25 giugno, sul Carso Goriziano. Recuperato ferito dal Corpo forestale regionale di Gradisca e consegnato alla Provincia di Gorizia per il ricovero e le cure, eseguite al Centro per recupero della fauna selvatica, l’esemplare potrà nuovamente tornare a volare nei cieli dell’isontino.

L'animale era stato oggetto di un atto di bracconaggio: al momento del ritrovamento soffriva per una frattura all'ala sinistra causata da una scarica di pallini. Il Gufo è stato sottoposto a un intervento chirurgico dal dott. Stefano Pesaro e ha trascorso poi un periodo di convalescenza sotto le cure del gestore del Centro, Damiano Baradel, ideatore anche del nome Anacleto II. In una seconda fase gli sono state anche sostituite, con la tecnica dell'imping, alcune penne per permettergli una perfetta abilità al volo.

L'animale, dotato di un piccolissimo radio-trasmettitore sarà monitorato per alcuni mesi dopo la sua liberazione, per poter conoscere il successo delle cure riabilitative e il territorio che andrà a occupare.

Alla liberazione di questo bellissimo e raro predatore notturno sono stati presenti l’assessore provinciale all’Ambiente, Mara Černic, il gestore del Centro per recupero della fauna selvatica, Damiano Baradel, il veterinario che lo ha seguito nelle cure, Stefano Pesaro, il comandante della Stazione forestale di Gradisca d'Isonzo, Vanni Aizza, oltre ai dirigenti e funzionari provinciali che hanno seguito il caso.

Il centro di recupero per la fauna selvatica in difficoltà della Provincia di Gorizia è nato il 1° gennaio 2000 nell'Azienda Baradel nel comune di San Canzian d'Isonzo, località Terranova. Il Centro ospita gli animali selvatici ritrovati feriti o in stato di difficoltà. Dopo le opportune cure e riabilitazioni gli animali vengono reintrodotti in natura. Sono normalmente ospitati nel Centro circa 700 animali selvatici all'anno e la percentuale di liberazioni si aggira intorno al 70% dei ricoveri.

Al Centro di recupero si svolgono alcuni progetti di ricerca, monitoraggio sanitario, studio, con la collaborazione di università italiane, dell'ASS n. 2, della Riserva naturale regionale Foci dell'Isonzo e di ricercatori del settore.

Si ricorda che, soprattutto in questo periodo, possono essere avvistati cuccioli di capriolo apparentemente abbandonati. In realtà la madre li ha nascosti in mezzo all'erba tenendoli comunque d'occhio da lontano. Allontanare questi cuccioli dal territorio non vuol dire prestare loro aiuto, ma privare la madre del proprio piccolo, esponendolo alle difficoltà che si incontrano in uno svezzamento artificiale.

Si invita pertanto a non agire sull'onda di emozioni ma di contattare sempre il personale del Corpo forestale regionale o del Servizio di polizia provinciale, che saprà dare le indicazioni più opportune. Oltre a ciò è molto importante "non toccare" i cuccioli perché l'odore umano sul pelo dell'animale allontana la madre che non riconoscerà più il suo piccolo.
(letture ricevute: 1096)

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